Dicono di Noi
__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Ribolita - Blog - Repubblica.it
Qualche sera fa sono stato a cena all’Osteria di’ Giogo, a Ponte a Ema.
In cucina c’è Simona,
cuoca entusiasta e curiosa che si diverte a proporre prodotti di qualità pescati in giro per l’Italia.
Oltre alla sala interna c’è anche un piccolo giardino dove si può cenare all’aperto.
I piatti sono semplici ma ben curati,
la carta è essenziale ma stuzzicante.
Interessante anche la carta dei vini, che non propone solo aziende toscane.
Insomma, un posto piacevole fuori dai soliti circuiti in cui la ricerca accompagna la tradizione.
E i prezzi sono decisamente equilibrati. Da provare.
_________________________________________________________________________
L’Osteria di’ giogo si trova poco fuori Firenze in posizione eccellente per chi si trova sull’autostrada, a poche centinaia di metri dal casello Firenze Sud;
si può mangiare, tempo permettendo, anche nella piccola corte interna riparata e silenziosa abbellita da tavolini d’epoca ricavati da vecchie macchine da cucire.
Da qualche tempo la gestione è cambiata, in cucina comanda la giovanissima ed entusiasta Simona che lavora con passione preparando piatti semplici ma comunque curati.
La carta dei vini è essenziale, non focalizzata sulla Toscana;
si possono scegliere bottiglie non comuni e di gran soddisfazione
(come per esempio il Lambrusco che abbiamo accompagnato alle pietanze degustate),
ricarichi corretti; vezzosa la carta delle acque minerali
(tra cui un’etichetta norvegese),
per i più esigenti, che va a completare l’offerta base di acqua naturizzata.
Volendo restare sul tradizionale i titolari hanno selezionato affettati e formaggi di produttori locali di indiscussa qualità (Corzano e Paterno, le Fornaci),
io ho invece voluto provare la cucina evitando crostini & salumi: abbiamo iniziato con una “terrina campagnola” (corretta)
ed un gradevole sformato di verdure (carote, patate); a seguire le tagliatelle al guanciale di trota affumicata (un piatto divertente,
da provare per sfatare i preconcetti sulla trota) e una buona pappa al pomodoro con i porri, gradevolmente vellutata.
Come secondo siamo andati a scegliere il pollo all’aceto (ricetta maremmana di famiglia)
che è piaciuto molto e l’aringa sfumata di Orbetello (presidio Slow Food),
un piatto sicuramente da amatori, a mio giudizio un po’ troppo caricata l’aromatizzazione.
Per finire ottimo il gelato, soprattutto quello alla vaniglia del Madagascar
da provare assolutamente; corretta la crema al limone con i frutti di bosco.
Saggiamente i titolari presentano una scelta,
limitata ma corretta, di vini da dessert al bicchiere per accompagnare la proposta dolce;
grazie alla collaborazione con il maitre chocolatier fiorentino Andrea Bianchini
si può anche scegliere una degustazione di raffinati cioccolatini artigiani.
Per concludere considerazioni economiche (che non sono note ‘dolenti’; trovare a Firenze
un ristorante in cui le pietanze non superino i 15 euro è difficile, se non impossibile):
un pranzo/cena normali (tre pietanze + vino - antipasti max 7 euro, secondo piatto max 11 euro -
di sera viene calcolato un sovrapprezzo pane/coperto di 1,5 euro) si attesta intorno ai 30 euro,
anche meno a seconda di cosa si sceglie; solita eccezione per la bistecca alla fiorentina
che farebbe lievitare significativamente il prezzo
__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Domenica a pranzo sono stata invitata in questa nuova trattoria di Ponte a Ema.
Non facilissima da trovare, è all’incrocio fra Via Chiantigiana e Via Benedetto Fortini.
Non lontano dallo Sheraton e dall’uscita dell’A1 di Firenze Sud.
A lato della Coop in un piccolo slargo della strada non si fa certo notare.
Ma già entrando è ben arredata.
Ho raggiunto il mio compagno di tavolo nella corte interna, per un angolino di pace sotto l’ombrellone
(apprezzabile, visto la splendida giornata primaverile).
Pure internazionale (una famiglia multirazziale inglese la cui pronuncia mi faceva molto invidia!).
Per cominicare ho preso un tortino carote e patate saporito e delicato,
mentre Sabino ha preso una terrina di campagna.
Il tortino era delizioso.
Mi ha detto la proprietaria - una bella signora con 2 splendidi occhi azzurri molto garbata e legata alle sue origini maremmane -
che si divertono a fare tortini
con tutte le verdure, anche per venire incontro ai gusti dei vegetariani.
A seguire io ho preso una ottima pappa al pomodoro con porri, non passata,
quindi si sentivano bene le varie verdure. Sabino ha preso (fuori menù) della pappardelle con gota di cernia.
Erano favolose, e potevano essere un piatto completo vista la quantità di pesce contenuto.
A saperlo le avrei prese pure io…Sui secondi abbiamo osato 2 piatti insoliti (almeno per me).
Io ho preso pollo con l’aceto, ricetta maremmana della nonna.
Ottimo! servito su pane abbrustolito e ben intinto nel sughetto.
Sabino ha preso le anguille sfumate di Orbetello,
le ho assaggiate per curiosità anche se devo dire mi fanno un po’ impressione.
Come dolce mi sono buttata sulla crema al limone con composta di frutti di bosco
(delicatissima e molto bella a vedersi,con tutti i frutti di bosco che straripavano),
mentre Sabino ha assaggiato il gelato (presidio slow food) di vaniglia (notevole) e cioccolato.
Dopo il caffè,
una bella China fatta dalle suorine di clausura di Rosano.
I prezzi? Contenuti.Antipasti 4-6 euroPrimi piatti 7-8 euroSecondi piatti 11-13 euro
(tranne la bistecca alla fiorentina che viene 3,9 euro all’hg)Coperto e servizio (solo la sera) 1.50.
Osteria di’ GiogoVia Chiantigiana 28r 50126 Ponte a Ema (Firenze) tel. 05…
Sono aperti pranzo e cena durante la settimana,
la sera nei weekend, ma durante la bella stagione
anche la domenica a pranzo.
Ultima nota: in cucina c’è una “ragazzina” giovane, entusiasta, che ha deciso di aprire questo ristorante con passione.
E trasmette la stessa passione nei piatti.
Ci raccontava che è contenta quando vede tornare indietro i piatti puliti in cucina.
Complimenti Simona! Continua così.
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________









































































